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June 15 Il senso della vita oggi 15 giugno penso a tutte quelle persone che sono sole, senza affetto, senza amicizie, senza il necessario per vivere! Come è possibile ignorare coloro che stanno male e far finta di niente? A volte gli animali ci danno lezioni forti e ci fanno vergognare della nostra indifferenza e apatia! Possiamo fare qualcosa per aiutare chi ci sta accanto e ha un disperato bisogno di una parola buona, di uno sguardo, un sorriso, un incoraggiamento? Usciamo dal nostro guscio e accorgiamoci di chi ci circonda... Siamo tutte e tutti sorelle e fratelli, figlie e figli di uno stesso Padre: pensiamoci! Prendiamo la nostra vita nelle mani, raccogliamoci un momento e decidiamo di dare un senso diverso alla nostra esistenza. Aiutiamo chi ha bisogno, solo così aiuteremo noi stessi, non ci sentiremo inutili e la nostra presenza su questa terra e il nostro passaggio non sarà stato vano. Aiutiamoci a crescere! Areopago May 23 Il nostro tempoIl nostro è un tempo propizio nel quale sta venendo alla luce un nuovo tipo di umanità più pacifico e meno egoico di quello precedente.
La globalizzazione è una sfida non solo economico-politica ma anche interiore. Bisogna fare in modo da globalizzare anche la solidarietà e
non solo l'economia.
E' necessario, quindi, una buona revisione di tutti i nostri progetti politici, economici, tecnologici, sociologici e anche spirituali, per rinnovarli e
purficarli dal di dentro. Anche la nostra fede va purificata, come la nostra cultura. Dobbiamo riconsiderare il nostro modo di vivere, che ci sta
portando al collasso ambientale e alla distruzione delle stesse relazioni umane.
Fermiamoci un momento e domandiamoci sinceramente dove stiamo andando... Quali sono i veri valori della vita? Che cosa ci rende davvero
felici e colmi di speranza?
Io credo che dobbiamo rivalutare le emozioni, i sentimenti, gli affetti... Ciò che riempie il nostro cuore è solo l'amore donato e ricevuto, sono le vere
e autentiche relazioni umane.
Alla fine della vita saremo giudicati sull'amore: amore donato, amore cercato, amore costruito, amore valorizzato. Se è vero che tutto passa è
anche vero che solo l'amore rimane. E' solo l'amore, infatti che crea e fa crescere, che dilata il cuore e allarga gli orizzonti, che fa durare in eterno.
Il nostro amore per il creato e per le creature dev'essere però un amore gratuito, non possessivo; un amore che libera, non che schiavizza; un amore
che creativo, che fa crescere, non che mortifica; un amore capace di donare sempre, anche la propria vita per il bene dell'altra persona; un amore
che edifica, che costruisce personalità forti e autonome, non un amore che rende dipendenti, fragili, paurosi; un amore che non esclude nessuno,
che non pone confini: un amore cristiano, che impara da Cristo e d san Paolo a farsi "tutto a tutti per salvare in ogni modo qualcuno".
Areopago May 21 Questo pazzo mondo!In questo nostro bellissimo e pazzo mondo, a volte, sembra andare tutto a catafascio, perché fa più rumore un albero che cade , piuttosto
che una foresta che cresce!
Ma se ci uniamo insieme, basta un piccolo gruppo, possiamo offrire al mondo nuove dinamiche di vita, possiamo, se lo desideriamo, renderlo migliore,
possiamo offrire e ricevere amore, quello vero: creativo, oblativo, gratuito, universale.
Noi possiamo migliorare il mondo se miglioriamo noi stessi e per farlo ci basta poco. Guardiamoci intorno con occhi nuovi: accorgiamoci dei piccoli
gesti di amore che riceviamo e offriamo, osserviamo la natura, gli basta poco per crescere e rinverdire; guardiamo al bambino che muove i suoi
primi passi, cade e si rialza e ritenta nuovmente... Anche noi, per Dio, siamo come bambini: fragili, deboli, impotenti. Lui, però ci ama, è nostro Padre
e desidera soltanto la nostra felicità. Apriamoci all'azione di Dio e lasciamo che Egli possa agire in noi e nel mondo per mezzo nostro. Sa Paolo direbbe:
Quando sono debole, è allora che sono forte, perchè la potenza di Dio agisce in me...
Se vogliamo possiamo imparare a perdonarci le colpe e gli nostri errori commessi e, quindi, imparare a prdonare agli altri, soprattutto alle persone
che ci stanno attorno e che, forse, non ci amano nel modo in cui noi vorremmo essere amati... Noi possiamo, s lo desideriamo davvero, esercitare
il ministero della riconciliazione e perdonarci vicendevolmente. Potremmo, così, crescere più speditamente e cominciare a vivere in pienezza la
figliolanza divina.
Chi potrà separarci dall'amore di Cristo? Nulla e nessuno, se noi non lo vogliamo.
La vita è preziosa ed è furbo viverla in pienezza... fare qualcosa per gli altri, crescere nell'amore e nel perdono vicendevole e alla sera della nostra
vita, quando sarà il momento di essere giudicati, ci presenteremo al nostro Padre con amore, dicendogli: eccomi, non vedevo l'ora di abbracciarti!
Areopago May 02 Il mese di MaggioE' iniziato il mese di maggio. Il mese che la tradizione cattolica ha da sempre dedicato a Maria, la donna per eccellenza:
la Madre di Gesù e anche la nostra mamma celeste, colei che ci prepara alla vera vita, quella che durerà per sempre.
Che sigificato vogliamo dare a questo nuovo mese che ci sta d'innanzi? come lo vogliamo vivere, in modo da non sprecare
il nostro tempo, ma usarlo per crescere e renderci migliori?
Il mondo ha tanto bisogno di persone vere, autentiche, pienamente umane. Ha bisogno di perdono, di misericordia, di compassione, di amore.
Come potremmo uscire dal nostro egoismo e dal nostro protagonismo esasperato per accogliere chi è nel bisogno con le sole nostre forze?
Come potremmo amare senza chiedere il contraccambio, se Dio non ci dona la Sua grazia?, se la Mamma celeste non ci insegna i primi passi
da fare?
Chiediamo a Maria che ci doni il suo cuore di Madre, che ci insegni ad uscire da noi stessi per andare incontro agli altri. Preghiamola che ci
faccia capire che solo se ci doniamo totalmente a chi ci sta accanto saremo felici; solo se ci spendiamo per gli altri ritroveremo noi stessi e
avremo la forza di perdonare a chi ci fa soffrire, ad essere misericordiosi verso chi si mostra spietato verso di noi...
La vita è troppo importante per sprecarla in cose futili, in ripiegamenti su se stessi, in avventure di poco conto che ci lasciano, poi, L'amaro
in bocca...!
Il Signore Gesù ci ama follemente ed è morto per noi sulla croce per dimostrarcelo. E noi? Come vogliamo corrispondere noi a questo immenso amore?
Ognuno/a di noi è importantissimo/a per Dio: Ecco perché non possiamo vaniicare il Suo piano d'amore su di noi! Non si tratta di guardare ciò che fanno
gli altri, devo guardare a quello che faccio io. Dio, alla fine della mia vita, chiederà a me di cosa ho fatto della mia vita, di come ho usato
la Sua grazia, il Suo perdono, il Suo amore. Di come ho amato e testimoniato il Suo amor per ogni creatura.
Mi chiederà se sono cresciuta in grazia, come sono cresciuta in età; se ho reso migliore l'ambiente in cui ho vissuto; se ho amato e donato me
stessa al mio prossimo: se sono stata misericordiosa, se ho codiviso con le mie sorelle e con i miei fratelli tutto quello che Egli mi ha donato, sia in doni di natura che di grazia.
Pensiamoci. Abbiamo una sola vita, una sola possibilità di amare, una sola possibilità di salvezza, ed è una gioia eterna!
Fiordaliso
April 07 Perdonare e perdonarsiPerdonarsi
L'alienazione, la colpa, e la nuova integrità In un tempo di violenti conflitti politici e culturali e di perenne e drammatica agitazione sociale può sembrare ingenuo parlare di perdono o di riconciliazione. Sembra molto più efficace e ragionevole schierarsi a tambur battente, come si dice, creare fronti di combattimento, preparare le proprie milizie per le prossime battaglie: di qua il centrodestra e di là il centrosinistra, di qua i cattolici e di là i laicisti, di qua i tradizionalisti con la loro messa tridentina e di là i modernisti con le loro chitarre e le danze africane, di qua l’Occidente e di là l’Islam, ma anche di qua l’Inter e di là la Roma, da questa parte della barricata io e dall’altra l’inquilina del piano di sopra che continua a far gocciolare il suo bucato sulle mie piante. L’importante è odiarsi, escludersi a vicenda, condannarsi in blocco e senza appello, gridare le proprie ragioni in faccia all’altro. E’ incredibile come siamo bravi noi uomini a trovare ogni volta qualche motivo per odiare qualcuno, per scatenare tutta la rabbia che ci portiamo dentro. Basta guardare qualche programma televisivo, e si potrà constatare facilmente che la rissa verbale è ormai lo stile comunicativo più diffuso, sicuramente quello che fa più audience. Litigano davanti alle telecamere i fidanzati, le amiche, i parenti stretti, le comparse televisive, le veline, le vecchie glorie dello spettacolo. Litigano e sbraitano poi i politici in una gazzarra quotidiana e sempre uguale a se stessa, che sembra tra l’altro aggravare la sfiducia cronica del popolo nei loro confronti. E allora che cosa può significare oggi fare appello al perdono? Perché il concetto di perdono dovrebbe tornare a parlarci proprio in una fase così faticosa e incerta? E in che misura questa parola così carica di valori cristiani può risuonare anche per chi si sia allontanato dalla fede? Io credo che il concetto di perdono possa parlare di nuovo a tutti, a prescindere da qualsiasi preventiva adesione di fede, se comprendiamo che esso, prima di riferirsi alla necessità di perdonare gli altri per il male che ci hanno fatto, allude ad uno stato di integrità e di sanità che riceviamo noi per primi. Siamo noi che ricevendo il perdono e perdonandoci, possiamo finalmente essere noi stessi, liberarci dalle nostre lacerazioni interiori, e quindi da gran parte delle nostre sofferenze. Qual è infatti la nostra peggiore colpa, quella che ci pesa di più sul cuore, e a volte ce lo spezza in due? Non è forse proprio la colpa di tradire noi stessi, di perderci per sentieri scelti da altri, di perdere il filo della nostra vita? E questa colpa, questo senso cupo di alienazione, non sta diventando una sorta di epidemia universale? Non soffriamo un po’ tutti di questo senso di estraneità rispetto alle cose che facciamo, al lavoro che svolgiamo, alle tante relazioni senza anima che siamo costretti ad intessere ogni giorno? E la nostra società tecnica e mercantile non fa poi di tutto affinché ci perdiamo nel suo labirinto di specchi, di fantasmagorie, di microgratificazioni: dal gelatino al wurstel, dal viaggetto alle Maldive o in Cina fino all’automobile presa a rate? (continua)
M.Guzzi
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